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	<title>TourDeFork &#187; recipies</title>
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	<description>A place where food is the bonding matter between creativity, society and culture.</description>
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		<title>Pasticcini in terrazza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 23:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viole, primule e mughetti. Alberi in fiore, verde brillante e aria frizzantina&#8230;. Anche la città riesce ancora a godere dell&#8217;esplosione della desiderata primavera. L&#8217;umore, i vestiti e anche le voglie nei confronti del cibo cambiano, ogni attività quotidiana abbandona le pesanti vesti dell&#8217;inverno e si profuma, colora e riempie di fresco. Il menu di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1204" title="merenda" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/04/MG_7837.jpg" alt="" width="430" height="287" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Viole, primule e mughetti</em>.<br />
Alberi in fiore, verde brillante e aria frizzantina&#8230;.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche la città riesce ancora a godere dell&#8217;esplosione della desiderata primavera. L&#8217;umore, i vestiti e anche le voglie nei confronti del cibo cambiano, ogni attività quotidiana abbandona le pesanti vesti dell&#8217;inverno e si profuma, colora e riempie di fresco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>menu</strong> di una merenda in terrazza è allora un&#8217;<strong>occasione imperdibile</strong> per trasformare<strong> fiori in dolcett</strong>i e <strong>profumi in bevande</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/04/pieghevole.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1201" title="menù" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/04/pieghevole-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a><br />
La <strong>Ginger Cake</strong> è un plum cake che sa di pan pepato, nell&#8217;impasto c&#8217;è polvere di cannella, zenzero e chiodi di garofano. Queste spezie ricordano il vin brulè e il Natale, ma i piccoli pasticcini creati da questo impasto trattengono solamente la parte magica e incantata di quella festa, non certo il freddo.<br />
Ogni dolcetto, adagiato in pirottini colorati sembra già un fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">La glassa che li ricopre è bianca con riflessi viola una, rosa l&#8217;altra. Il sapore è quello dei colori perchè nella glassa<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ildiariodilolatorres.blogspot.com/" target="_blank">Lola Torres</a></span></strong>, la pasticcera, come una <em>fattucchiera </em>ha aggiunto un infuso di viole e uno di rose e ha decorato con <strong>petali canditi degli stessi fiori</strong>. La sensazione assaggiando è di <span style="text-decoration: underline;">morsicare un prato fiorito</span>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1203" title="mix" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/04/mix3.jpg" alt="" width="430" height="570" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come nella glassa anche nelle<strong> gelatine</strong> si possono aggiungere <strong>infusi</strong> ad erbe e fiori e rendere quasi magico addentare piccoli bicchierini di frolla ripieni di galatina alla rosa e alla viola e decorati con fragoline di bosco e fiori.</p>
<p style="text-align: justify;">I fiori quelli così orribilmente detti &#8216;edibili&#8217; sono varietà di viole e primule semplicemente non trattate con fertilizzanti chimici e diserbanti, proprio come se si raccogliessero in montagna.</p>
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		<title>cucina d’antan: gnocchi di patate della Petronilla</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2010/03/23/gnocchi-di-patate-della-petronilla/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rigattiera nera</dc:creator>
				<category><![CDATA[recipies]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[petronilla]]></category>
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		<description><![CDATA[Gran festa, in casa, quando preparo la ghiotta gnoccolata! Un po’ di lavorare; un po’ anche di faticare; un po’, soprattutto, di spendere quel giorno; ma, in compenso… - Brava la nostra mamma! &#8211; esclamano i ragazzi, allorché il piatto fumante fa la sua comparsa in tavola. - Brava la mia Petronilla! &#8211; esclama il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-934" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/03/minestre-asciutte-TDF.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify">Gran festa, in casa, quando preparo la ghiotta <em>gnoccolata</em>! Un  po’ di lavorare; un po’ anche di faticare; un po’, soprattutto, di   spendere quel giorno; ma, in compenso…</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-933"></span></p>
<p style="text-align: justify">- Brava la nostra mamma! &#8211; esclamano i ragazzi, allorché il piatto   fumante fa la sua comparsa in tavola.<br />
- Brava la mia Petronilla! &#8211; esclama il marito, lascandomi un delle sue   più tenere occhiatine.<br />
E persino… ma sì, persino: &#8211; Brava la mia signora! &#8211; esclama in cucina   la servetta davanti al suo piattone di gnocchi sopraffini.<br />
È sì dolce, al cuore, ogni lode familiare, che forse alcuna di voi   vorrebbe… ma gli gnocchi, però, non li sa preparare?<br />
Ebbene, a <em>quella</em> eccomi a dire come gli gnocchi li faccia io;   cioé in un modo che non sarà quello di ognuna; che non sarà, forse,   nemmeno il perfetto; ma che è il modo personale mio, cioé di quella   casalinga e modesta cuoca ch’è… Petronilla.<br />
Io abbondo nelle dosi perché gli gnocchi, saziando tanto, si prestano   agli abbondanti avanzi; e il giorno appresso gli gnocchi già cotti e   conditi, e riscaldati in un tegame con un tantino di burro e un goccio   di acqua, valgono…</p>
<p style="text-align: justify">Fate la prova; e così potrete constatare quanto i miei gnocchi  valgano  anche riscaldati!</p>
<p style="text-align: justify">Dunque… compero 2 kg. di patate grosse, farinose e gialle; e se non   le trovo degne dei tre aggettivi, rinuncio per quel giorno al piatto.<br />
Le metto in una pentola; le copro d’acqua; le lesso; le scolo; tolgo   loro la pelle metre sono ancora calde; e subito le schiaccio o con il   mattarello, sul tavolo, o con lo schiacciapatate.<br />
Raccolgo lo <em>schiacciato</em> sulla spianatoia (e sarà ancora caldo);   unisco 3 etti di farina bianca; lungamento mescolo e manipolo (ecco il   lavorare); impasto per bene, premendo fortemente (ecco il faticare); e &#8211;   aggiungendo, solo se necessitasse, un po’ di farina, mai acqua &#8211;   ottengo così un impasto sodo e scevro di grumetti duri.<br />
Lo divido, con il coltello, in 4-5 pezzi; con le palme e sul ripiano   infarinato del tavolo, tiro ogni pezzo in cilindro grosso quanto il mio   pollice; taglio ciascun cilindro in pezzetti uguali (3 cm.) ed ogni   pezzetto (ecco ancora il lavorare) lo premo con il polpastrello del   pollice, sul rovescio della grattugia del formaggio e ottengo, così,   gnocchi bernoccoluti, su sé stessi arrotolati, gnocchi insomma classici e   che allineo su piatti.<br />
Mentre, poco prima del pranzo, l’acqua si scalderà in una grossa   pignatta, metto a fuoco in un tegame 1/4 di cipolla affettata e 3   cucchiai colmi di burro; quando la cipolla è soffritta, aggiungo 3   foglie di salvia e il sugo di 1 kg. di pomidoro freschi e lessati (se   d’estate) o 1 cucchiaio colmo di salsa sciolta in acqua (se d’inverno); e   lascio cucinare.<br />
Quando l’acqua bolle, la salo; vi butto gli gnocchi; di mano in mano   che, roteando, salgono a galla, li tolgo con il mestolo forato; li   stendo sul piatto di portata; li condisco con quel sugo e con abbondante   parmigiano grattugiato (ecco lo spendere); e, infine…</p>
<p style="text-align: justify">Non v’ho detto?<br />
- Brava la nostra mamma!<br />
- Brava la mia Petronilla! &#8211; E persino…<br />
- Brava la signora mia!</p>
<p style="text-align: justify">* * *</p>
<p style="text-align: justify">è una ricettina tratta da <em>Ancora  ricette di Petronilla</em>,  Editrice Sonzogno, 1941<br />
amorevolmente ricopiata a mano dalla <a href="http://www.rigattieranera.it/" target="_blank">rigattiera nera</a></p>
<p style="text-align: justify"><em>si veda <a href="http://www.rigattieranera.it/wp-content/uploads/2009/02/castagnole.jpg" target="_blank">qui</a> la paginetta in originale</em></p>
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		<title>Mangiachetifabene</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pyondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mangiachetifabene Teatro Franco Parenti h. 13.00 con Marco Velardi e Francesca Sarti Uovo Project Milano – Performing Arts Festival Milano 18_20 Marzo 2010 www.uovoproject.it Ecco cosa succede quando la rivista Apartamento incontra Arabeschi di Latte in un teatro a Milano. Una cooking class per riappropriarsi del piacere del mangiar bene: vecchi rimedi, ingredienti quasi dimenticati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-986" title="mangiachetifabene" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/03/mangiachetifabene1.jpg" alt="" width="400" height="222" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.uovoproject.it/uovo2010/agenda_marca.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>Mangiachetifabene</em></span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Teatro Franco Parenti</strong><br />
h. 13.00 con Marco Velardi e Francesca Sarti</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uovo Project Milano – Performing Arts Festival</strong><br />
Milano 18_20 Marzo 2010<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;e7493756d95bf9ac07ae501c9ee4b51d&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.uovoproject.it/" target="_blank"><br />
www.uovoproject.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cosa succede quando la rivista <a href="http://www.apartamentomagazine.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Apartamento</span></a> incontra <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.arabeschidilatte.org/" target="_blank">Arabeschi di Latte</a> </span>in un teatro a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-977"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong><em>cooking class</em></strong> per riappropriarsi del piacere del <em>mangiar bene</em>: vecchi rimedi, ingredienti quasi dimenticati e trucchi delle nonne.<br />
Oggi in scena il fantomatico <strong>POLPETTONE</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/y5zSUFWz3VE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/y5zSUFWz3VE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre</strong> io ero intenta a fotografare, chiaccherare, fare video con il telefonino e soprattutto <em>rubare da mangiare,</em> c&#8217;è chi si è impegnato molto nel <em><strong>duro lavoro del preparare il polpettone</strong>. </em><br />
C&#8217;è chi poi, come la nostra <strong>Cecilia</strong>, ha <em>intavolato </em>alti pensieri e conclusioni socio-culinarie, elevando il concetto di <em>semplice polpettone:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Il CIBO entra a TEATRO.<br />
Mentre il primo è da sempre simbolo di necessità terrene, il secondo rappresenta sicuramente per noi Occidentali lo spazio fisico ed immaginifico in cui viene messa in scena una parte della realtà umana. Scomposta e ricostruita viene presentata ad un pubblico, la distanza dal palco permette di riconoscere il limite tra realtà e finzione e lasciare lo spettatore libero di far vagare la mente.<br />
Diversamente il rapporto tra uomo e cibo difficilmente ha varcato la soglia del mondo delle arti: troppo concreto, troppo necessario, troppo vicino e quotidiano.<br />
Quest&#8217;oggi il teatro è sceso a compromessi col cibo mostrando le grandi potenzialità e valenze rappresentative che quest&#8217;ultimo possiede (pensiamo alla classica cena famigliare e a quanta ritualità, quanti significati, quanta rappresentazione c&#8217;è oltre il puro gesto di sfamare la prole). Il teatro, dal canto suo, ha goduto dell&#8217;immediatezza, della sensualità (in quanto uso dei 5 sensi) e della partecipazione diretta propri del cibo. Attori e spettatori, palcoscenico e platea hanno potuto superare i loro confini e insolitamente insieme hanno collaborato alla magia di sempre del teatro, l&#8217; equilibrio necessario tra realtà e finzione.<br />
LUNGA VITA AL POLPETTONE! &#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/03/mctfb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-993" title="mctfb" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/03/mctfb.jpg" alt="" width="400" height="828" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricetta TV Dinner</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2010/03/09/ricetta-tv-dinner-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[dinner]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
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		<category><![CDATA[ritual]]></category>
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		<description><![CDATA[RICOMINCIAAAAA! Tono deciso, voce forte. Bisognava che l&#8217;indicazione arrivasse in ogni angolo della casa. Le abitudini legate alla televisione si imparano da piccoli e restano da grandi, magari sopite. Ma indelebili. A volte mi scopro, anche se non siedo sul divano blu della casa dei miei, pronta ad urlare che il film sta reiniziando, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>RICOMINCIAAAAA!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tono deciso, voce forte. Bisognava che l&#8217;indicazione arrivasse in ogni angolo della <strong>casa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/02/0153.jpg"><img title="015" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/02/0153-300x199.jpg" alt="" width="445" height="277" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le abitudini legate alla <strong>televisione </strong>si imparano da piccoli e restano da grandi, magari sopite. Ma indelebili.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-848"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A volte mi scopro, anche se non siedo sul divano blu della casa dei miei, pronta ad urlare che il film sta reiniziando, a richiamare l&#8217;attenzione, a riportare la gente in sala. Quasi un vezzo, così mi sento immediatamente a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aggiunta del <strong>cibo </strong>al binomio <strong>TV-sofà</strong> arriva come rottura di un grande tabù nei primi anni dell&#8217;adolescenza, complice la mamma troppo figlia del Boom economico per provare ancora diffidenza per la scatola magica come invece i figli della guerra ancora predicavano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>pranzo </strong>è un momento a sé, il luogo in cui si ritrova la famiglia. Non sono ammesse distrazioni e divano e tv vengono a lungo banditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi faccio spesso <strong>tv dinner</strong>. E&#8217; passato il periodo in cui, per la legge del contrappasso, stavo in sala a fare ogni cosa, guardavo la TV durante ogni attività e mangiavo per forza se avevo in mano un telecomando.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è diventata una modalità precisa, da sola o in compagnia, regole non scritte regolano questa nuova <strong>ritualità </strong>ricreabile in ogni luogo vicino o lontano per sentirmi immancabilmente a Casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingredienti della <strong>ricetta </strong>sono 3, a seconda del procedimento utilizzato e delle proporzioni tra i componenti i risultati saranno sorprendentemente diversi: <strong>tv, divano, cibo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La priorità <strong>TV</strong> prevede un cuoco alternativo a sé stessi a cui delegare viavai con la cucina, impiattamento e tutto ciò che distoglie l&#8217;attenzione dal piccolo schermo. La riuscita generalmente prescinde dalle capacità del cuoco e sottosta piuttosto alle doti del regista o produttore.</p>
<p style="text-align: justify;">La preferenza del <strong>divano </strong>nella preparazione del tv dinner sottende stanchezza, o meglio, spossatezza e bisogno di calore e coccole. Gli altri due ingredienti hanno quindi un ruolo legante come un sugo o una salsa di guarnizione: il televisore dovrà evitare contenuti importanti e fungere da sottofondo, il cibo dovrà essere immediatamente appagante, veloce da preparare, facile da ingoiare. Porcate, nuove invenzioni tecnico-casalinghe, esotismi più spinti, ecco il luogo adatto per provare novità. Lo scopo è puramente edonistico: serve a scaricarsi in bilico tra rilassamento e autolesionismo. Prima al supermercato lasciandosi guidare da packaging e pubblicità senza che ci si possa sentire in alcun modo in colpa e poi scomparendo nel divano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se infine è il <strong>cibo </strong>a definire le dosi allora la ricetta acquista il tono più personale: i miei sono piatti molto curati, tutti cucinati e non riscaldati, di facile realizzazione, ma molto estetici e ordinati. Il fine è rilassarmi durante la preparazione e godere dei gesti e dei sapori, accolta e protetta dal divano e piacevolmente stordita da luci e voci del televisore.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora &#8216;RicominciaAA&#8217; risuona nella mia testa, il <strong>tv dinner</strong> è diventato un <strong>rituale </strong>indispensabile quanto un pranzo seduti a scandire ritmi e umori.Il pasto da momento comunitario e di condivisione abbraccia anche la dimensione più personale e individuale, un modo per ritemprarsi e riconciliarsi con se stessi e la giornata trascorsa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="../wp-content/uploads/2010/02/0122.jpg"><img title="012" src="../wp-content/uploads/2010/02/0122-300x199.jpg" alt="" width="464" height="272" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ikea Food</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pyondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come sopravvivere ad un tranquillo pranzo all&#8217;ikea restaurant. Chi di noi non è mai stato all&#8217;ikea ed ha avuto la malaugurata idea di insinuarsi tra le prelibatezze culinarie svedesi prima di tuffarsi nello shopping compulsivo di candele cornici, lampade e scaffalature? L&#8217;ultima  ho speso 100€ in candele profumate con questo scherzetto. Chiamalo buon proposito per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-684" title="ikeafood" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/02/download-29.jpg" alt="" width="450" height="344" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come sopravvivere ad un tranquillo pranzo all&#8217;<strong>ikea restaurant.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-639"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chi di noi non è mai stato all&#8217;ikea ed ha avuto la malaugurata idea di i<strong>nsinuarsi tra le prelibatezze culinarie svedesi </strong>prima di tuffarsi nello shopping compulsivo di candele cornici, lampade e scaffalature?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima  ho speso 100€ in candele profumate con questo scherzetto. Chiamalo buon proposito per una futura vita sentimentale, chiamalo effetto indesiderato da  <em>post-polpette</em> svedesi&#8230; ma camminare storditi tra corridoi e scaffali in c<em>oma digestivo,</em> può essere <strong>devastante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Suvvia, alzi la mano chi davanti al bancone del self-service, dove troneggiano tranci di <strong>dolci, panini al salmone e polpettine </strong>svedesi, non sia capitolato al primo sguardo e non abbia ceduto magari assaggiando l&#8217;offerta speciale del giorno.<br />
<strong><em>Tutta cucina svedese.</em></strong><br />
E&#8217; vero.<br />
Soprattutto se poi c&#8217;è chi poi ha l’ardire di addentrarsi e superare il caffé bar arrivando al vero e proprio <strong>ristorante: </strong>il menù svedese dell&#8217;ikea può sorprendere ma anche <span style="text-decoration: underline;">stendere</span> per la <strong>varietà di piatti</strong> e soluzioni culinarie proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">In più c&#8217;è anche la possibilità di comprare  e preparare a casa (maledizione) i piatti gustati al ristorante.  Questo <a href="http://www.ikeastampa.it/food/default.asp?p_type=0&amp;p_store=0&amp;p_dinner=0" target="_blank">link </a>vi aprirà il magico mondo delle ricette, ingredienti e anche la spiegazione per come impiattare i più conosciuti piatti svedesi proposti all’<strong>ikea restaurant.</strong><br />
Ed hanno pensato proprio a tutto e tutti: oltre al classico <span style="text-decoration: underline;">menù svedese</span> si può scegliere tra i piatti del <span style="text-decoration: underline;">menù Italiano</span> (palati delicati siete salvi), dove imperversano pizze, insalatone, patatine, pasta. Oppure il <span style="text-decoration: underline;">menù bio</span>, economico e pensato per i bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sembra tutto perfetto, no?</strong><br />
Peccato che lo shopping compulsivo ci possa cogliogliere anche davanti ad invitanti piatti: sembrano davvero leggeri, ma poi si trasformano nella <em>pesa</em>-<em>pesante-pesantezza</em> digestiva mai provata prima.<br />
il tutto condito da sovraffolamento di persone in preda agli <strong>setssi sintomi</strong> di shopping e digestione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-683" title="ikea mix" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/02/ikea.jpg" alt="" width="450" height="815" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quindi poche e semplici regole basiche per la <strong>sopravvivenza</strong> all&#8217;<strong>ikea restaurant.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1.    <strong>Dite no al pranzo tra le 12.30-13.00</strong> specialmente nei festivi: interminabili code, co i morsi della fame allo stomaco che salgono, salivazione a mille e soprattutto folla di donne incinta con prole urlanti a seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">2.   <strong> Palato vergine?</strong> se il massimo dellavostra degustazione sperimentale si è spinta fino al proviamo lo zucchero di canna invece della classica zolletta, i condimenti marmellatosi e cremosi per la carne o il pesce, non fanno per voi. Potreste rimanere fortemente delusi e amabilmente costipati per giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">3.    La <strong>carne di renna </strong>è veramente carne di renna, non una simpatica trovata per rinominare le polpette di manzo o maiale. e Le Meatballs sono le famigerate polpette che per quanto buone, risultano anche esponenzialmente pesanti. Non superate le dosi consigliate: già dieci sono abbastanza per sostenervi agilmente oltre il letargo.</p>
<p style="text-align: justify;">5.    <strong>Si può fumare?</strong> Si, La buona notizia è che si può fare nella sala fumatori. La brutta notizia è che vi passerà subito la voglia quando vi troverete dietro le vetrate della sala fumatori: improvvisamente come dentro un acquario. Funzionali strategie salutiste svedesi.</p>
<p style="text-align: justify;">7.    Se volete <strong>acquistare i prodotti tipici svedesi </strong>per dilettarvi a cucinare a casa, fatelo dopo aver lautamente mangiato. Mai fare la spesa a stomaco vuoto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>cucina d&#8217;antan: castagnole di carnevale</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2010/02/11/castagnole-di-carnevale/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 09:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rigattiera nera</dc:creator>
				<category><![CDATA[recipies]]></category>
		<category><![CDATA[petronilla]]></category>
		<category><![CDATA[rigattiera nera]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo o non siamo in Carnevale? E una festicciola si vorrebbe farla?Ma una festicciola così… alla buona; per tenere allegri i ragazzi; per portare un po’ di baldoria in casa; per fare, insomma,  sentire che… “siamo in Carnevale”? Ebbene; per la festicciola modestissima e che dovrà alleggerire ben poco il materno borsellino, potranno sempre bastare… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-660" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/02/dolcisenzaforno.jpg" alt="" width="338" height="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo o non siamo in Carnevale? E una festicciola si vorrebbe farla?Ma una festicciola così… alla buona; per tenere allegri i ragazzi; per  portare un po’ di baldoria in casa; per fare, insomma,  sentire che…  “siamo in Carnevale”? Ebbene; per la festicciola <em>modestissima</em> e che dovrà alleggerire  ben poco il materno borsellino, potranno sempre bastare…</p>
<p><span id="more-641"></span><br />
1-2 piattoni  ricolmi di dolci carnevaleschi (ossia fatti in casa e posti ancora caldi  perchè fritti allora allora nel grasso dell’olio o dello strutto  bollente); 2-4 bottiglie (secondo il numero degli invitati) di un vino  moscato, bianco, dolce e spumante; alcune caraffe d’acqua fresca (di  quella del rubinetto e che perciò costa niente); ed una bottiglia d’uno  dei vari sciroppi che vi ho già insegnato a preparare o con marene, o  con foglie di marene, o con vino, o con caffè, o con limoni;… di uno dei  vari sciroppi, insomma, che assai alla lesta si possono fare in casa  con ingredienti tutti genuini e senza bisogno alcuno di ricorrere quindi  alle essenze che puzzano di chimica &#8211; sempre! Ma quali dolci  carnevaleschi?</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che tutte quante siete ormai maestre provette in tortelli con  frutta di Carnevale, in bignè di Carnevale ed in nastri (o lattughe, o  frappe, o galani, o crostoli, o chiacchiere, o cenci) di Carnevale…,  eccomi oggi ad insegnarvi a preparare anche le castagnole di Carnevale;  cioè i dolcetti che non mancano mai nelle intime festicciole  carnevalesche di Venezia e delle vicine città.<br />
Per farle… versate in una insalatiera capace 4 uova intiere; sbattetele  con la forchetta assieme a due etti di zucchero; aggiungete prima una  tazzina da caffè di rum, e mescolate; poscia 150 gr. di burro appena  sciolto al fuoco, e ancora mescolate; indi a poco a poco e sempre  mescolando 600 gr. di farina bianca, e infine 8 gr. di cremortartaro e 3  di bicarbonato.<br />
Versate l’impasto sulla spianatoia o sul tavolo; lavoratelo ancora con  le mani; riducetelo in un cilindro grosso quanto un pollice e lungo…  quanto riuscirà lungo; tagliatelo a pezzettini grossi ciascuno quanto  una nocciolina; arrotondate ogni pezzettino.<br />
Mettete a fuoco, in una casseruola fonda, olio oppure (meglio ancora)  strutto; quando il grasso sarà in pieno bollore, friggetevi 4-5 alla  volta le… castagnole; toglietele di mano in mano le vedrete ben rigonfie  e dorate; scolatele; passatele sul piatto caldo; inzuccheratele senza  economia; e…<br />
E il piattone profumato delle castagnole di Carnevale, eccolo pronto,  per l’allegra serata dei figlioli adorati!</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">è una ricettina tratta da <em>Ancora ricette di Petronilla</em>, Editrice Sonzogno, 1941<br />
amorevolmente ricopiata a mano dalla <a href="http://www.rigattieranera.it" target="_blank">rigattiera nera</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>si veda <a href="http://www.rigattieranera.it/wp-content/uploads/2009/02/castagnole.jpg" target="_blank">qui</a> la paginetta in originale<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Soul Kitchen + Ricetta</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2010/01/29/soul-kitchen/</link>
		<comments>http://www.tourdefork.net/2010/01/29/soul-kitchen/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pyondi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[recipies]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguendo la scia cinematografica iniziata da Sir Citi, ecco segnalato un film uscito da poco ed appena visto: TITOLO: Soul Kitchen REGIA: Fatih Akin CAST:Moritz Bliebtreu, Adam Bousdoukos, Birol Unel USCITA: 2010 Per la trama non perdiamoci in chiacchere, i Trailer son fatti appositamente Come riassumerlo in 24 parole? Amore, cibo e cucina, musica, trionfi e cadute, albe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-600" title="Manifesto_SoulKitchen" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/01/Manifesto_SoulKitchen1.jpg" alt="" width="313" height="448" /></p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo la <em><a href="http://www.tourdefork.net/2010/01/07/food-inc/" target="_blank">scia cinematografica</a> </em>iniziata da <em>Sir Citi</em>, ecco segnalato un film uscito da poco ed appena visto:</p>
<p style="text-align: justify;">TITOLO: <strong>Soul Kitchen</strong><br />
REGIA: Fatih Akin<br />
CAST:Moritz Bliebtreu, Adam Bousdoukos, Birol Unel<br />
USCITA: 2010</p>
<p><span id="more-592"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per la trama non perdiamoci in chiacchere, i <em><strong>Trailer</strong> </em>son fatti appositamente</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fM1gCBjQmcQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fM1gCBjQmcQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Come riassumerlo in 24 parole?</p>
<p style="text-align: justify;">Amore, <strong>cibo</strong> e cucina, musica, trionfi e cadute, albe e <strong>Amburgo</strong>, telefonate e aeroporti, parenti e fratelli, bar e <strong>ristoranti</strong>, donne lontane e vicine, mangiare insieme, coltelli e fornelli, sesso, vecchi amici, <strong>webcam e gaspacho</strong>.</p>
<p>Già detto <strong>Musica, </strong>vero?</p>
<p style="text-align: justify;">Si perchè anche se tutto ruota intorno alla cucina ed il ristorante  <strong><em>Soul Kitchen</em></strong>, la Colonna sonora è invidiabile: irrinunciabile per chi vuole provare l&#8217;ebbrezza di mangiare pop corn a ritmo di <strong>musica</strong>.<br />
Se andate sul <a href="http://www.soulkitchen-ilfilm.it/" target="_blank">sito ufficiale</a> del film potete ascoltare con le vostre orecchie.</p>
<p style="text-align: justify;">Merita vedere il film anche se non ve ne importa un piffero di cucina, perchè è impossibile non <em>gustare</em> le <strong>storie che si intrecciano intorno a Zinos</strong>, protagonista e proprietario del ristorante. Per la sua passione e la testardaggine, per l&#8217;impaccio e poi la maestria nel cucinare, e per l&#8217;abilità nel essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. O forse no.</p>
<p style="text-align: justify;">Si diceva <strong>cucina e ristoranti</strong>.<br />
Ecco perchè, dopo essermi gustata il film al cinema, mi viene spontaneo chiedere: se foste uno chef di indubbia qualità, cosa rispondereste ad un indisponente cliente che pretende un <span style="text-decoration: underline;"><em>gaspacho caldo</em></span> ?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="333" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=c4b1125e530600368e5e87b7579b521b.flv&amp;ap=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="333" src="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=c4b1125e530600368e5e87b7579b521b.flv&amp;ap=0"></embed></object></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">PAPILLON DI GASPACHO ANDALUSO<br />
ALLA MANIERA DI SHAYNS</span></h3>
<p style="text-align: justify;">
<p>ingredienti</p>
<ul>
<li>4 fette di pane bianco</li>
<li>600gr di pomodori maturi</li>
<li>2 peperoni</li>
<li>1 cetriolo</li>
<li>3-4 spicchi d’aglio</li>
<li>150ml di olio d’oliva</li>
<li>Sale</li>
<li>Pepe macinato fresco</li>
<li>2-3 cucchiai da minestra di aceto di Sherry</li>
<li>2 uova sode</li>
<li>2 scalogni</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p>Tagliate via la crosta dalle due fette di pane e sbriciolatele grossolanamente, imbevetele d’acqua e lasciate inumidire.</p>
<p>Nel frattempo pelate i pomodori. Privateli dei semi e tagliateli in piccoli pezzi uniformi. Fate lo stesso con i peperoni ed il cetriolo. Sbucciate l’aglio e tagliatelo grossolanamente. Conservate in due piccole ciotole una parte dei pomodori e dei peperoni. Vi serviranno più tardi come guarnizione.</p>
<p>Prendete il cetriolo, i pomodori e i peperoni restanti e passateli assieme all’aglio nel mixer. Aggiungete il pane e 125ml d’olio, mischiate ulteriormente e passate dunque al setaccio. Versatevi ora abbastanza acqua (o brodo) fino ad ottenere la consistenza desiderata. Aggiustate di sale e pepe e fate freddare per due ore in frigorifero.</p>
<p>Con il pane restante tagliate dei dadini e fateli abbrustolire nell’olio. Sminuzzate lo scalogno e le uova sode e conservate il pane abbrustolito, lo scalogno e le uova in tre ciotoline separate.</p>
<p>Servite la zuppa <span style="text-decoration: underline;">molto fredda</span>. Come accompagnamento porterete in tavola le ciotoline con le verdure e il pane bruscato, così come quelle con le uova e lo scalogno. Ogni commensale ne aggiungerà a suo piacimento alla zuppa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pane quotidiano</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2010/01/17/pane-quotidiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 00:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pyondi</dc:creator>
				<category><![CDATA[blablabla]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[recipies]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non è zuppa, è pan bagnato. C’è chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane ma non ha i denti. Non c’è cibo da re più squisito del pane. Lascia perdere, non è pane per i tuoi denti. Rendere sempre pan per focaccia, perchè nella vita bisogna dire pane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-460" title="pane quotidiano" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/01/MG_0732.jpg" alt="" width="450" height="374" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se non è zuppa, è <strong>pan bagnato</strong>. C’è chi ha i denti non ha il<strong> pane</strong> e chi ha il pane ma non ha i denti. Non c’è cibo da re più <strong>squisito</strong> del pane. Lascia perdere, non è <strong>pane per i tuoi denti</strong>. Rendere sempre pan per focaccia, perchè nella vita bisogna dire <strong>pane al pane</strong> e vino al vino, ma essere anche come un <strong>pezzo di pane.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Devo continuare?</p>
<p style="text-align: justify;">A volte non c’è un motivo, non è che si deve sempre spiegare tutto. Ci sono cose dirette, che si capiscono al volo.<br />
<strong>Immediate</strong>.<br />
Come il <strong>pane</strong> appunto</p>
<p style="text-align: justify;">Buono come il <strong>pane</strong>? Beh, facile.<br />
Alzi la mano a chi non piace il pane.</p>
<p><span id="more-456"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Vera croce e delizia di ogni dieta, così semplice, essenziale ma di sostanza, facile da apprezzare. Infinite varianti e condimenti, innumerevoli forme e consistenze, sconfinati profumi e colori. Croccante, salato, morbido, a fette, ripieno, integrale, grattugiato, sfogliato, intrecciato, bianco, secco, lievitato, scondito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni cultura, ogni paese, ogni storia. C&#8217;è sempre il pane ed una <strong>tradizione </strong>legata al modo farlo e di consumarlo. Insieme al vino è il primo grande segno di <strong>civiltà</strong>, perchè implica una precisa lavorazione ed una accurata preparazione, dal grano alla farina, dall&#8217;impasto alla cottura. Difficile da preparare ma anche così <em>naturalmente quotidiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Banalmente, chi non è cresciuto a <strong>pane e pomodoro</strong> a merenda? Mamma prende una fetta, ci spalma bene bene pomodoro fresco, filo d&#8217;olio bono un po&#8217; di sale e via. Merenda pronta.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="mix" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/01/mix.jpg" alt="" width="450" height="344" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno ha il suo pane preferito, quello che chiama <strong>Il Pane,</strong> che mangia allo stesso modo, da sempre e che è giusto così, senza troppe domande e che sempre sarà<strong> Il Pane</strong>.<br />
Si diceva facile da apprezzare. Poi <strong>farlo bene</strong>, è tutta un’altra storia. Inversamente proporzionale alla facilità del suo consumo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arte del <strong><em>panificare</em></strong> richiede strenuo allenamento e ottima materia prima, ovvero farina e lievito di fiducia, e soprattutto la ricetta giusta a prova del tenue forno casalingo.<br />
La mia<em> preziosissima</em> ricetta nasce da informazioni rubate, tanto <strong>allenamento</strong> e interviste e degustazioni surreali ed estemporanee da <strong>panettieri</strong> sbalorditi. Solo per cogliere il segreto effimero del loro <strong>panificare</strong>… una vera e propria <em>redenzione</em> il panificare.</p>
<p>Impasti, attendi, inforni, aspetti.</p>
<p>Il segreto è sempre saper <strong>aspettare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-461" title="pane" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/01/pane.jpg" alt="" width="450" height="867" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace fare il pane.<br />
La ritualità dell&#8217;<strong><em>impastare</em></strong> e l&#8217;arte di saper aspettare.</p>
<p style="text-align: justify;">Come una strega che gira il mestolo nel pentolone per vedere il futuro, interrogando l’oracolo, <strong>io faccio il pane</strong>. Mi concentra, mi rilassa.<em><br />
Impastare, piegare, ripiegare.</em><br />
Raccolgo le forze e faccio chiarezza, <strong>filtro i pensieri</strong>, le idee se ne vanno a posto ordinatamente nel cassettino giusto, rassetto e riordino la mente. Poi, dopo essermi fatta inebriare dal profumo che esce dal forno e che volteggia per le stanze, impacchetto e regalo. Solo alle persone a cui voglio bene, perchè impastare è come amare, ci vuole passione e fiducia, bisogna resistere e saper aspettare.</p>
<h3>Pane semplice</h3>
<ul>
<li>farina 500g</li>
<li>olio 1/2 bicchiere</li>
<li>acqua 200g</li>
<li>lievito di birra 25g</li>
<li>sale 2 cucchiaini</li>
<li>zucchero 2 cucchiaini</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Disporre la farina a fontana, nel centro sciogliere il lievito con 1/2 bicchiere d’acqua tiepida e due cucchiaini di zucchero. Aggiungere due cucchiai d’olio, sale e iniziare a impastare aggiungendo olio e acqua. Continuare a impastare energicamente, piegando e ripegando la pasta, per una ventina di minuti, fino ad ottenere un panetto omogeneo, morbido ed elastico. Dividere in 4 pagnotte, lasciarle riposare coperte con un canovaccio e al buio per almeno due ore. Quando saranno lievitate (almeno il doppio) rilavorare i panetti per una decina di minuti,  e lasciare lievitare coperte per una mezzora. Infornare a preriscaldato per 20 minuti a 180°.</p>
<p>Il profumo sale.<br />
<strong>Aspetti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo odore di pane e lo scricchiolare della <strong>crosta</strong> e delle <strong>briciole</strong>, pur essendo inebriante, non stordisce e rende leggeri come quello del cioccolato o dei dolci, anzi. Ti mette coi piedi bene in terra, ti <strong>schiarisce le idee</strong> e la testa, ti da la forza atavica di una ritualità del passato.</p>
<p><strong><em>Fare il pane</em></strong>.</p>
<p>Meglio di un sudoku da mangiare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-462" title="briciole" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2010/01/briciole.jpg" alt="" width="450" height="362" /></p>
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		<item>
		<title>Polenta Party. Ed è la seconda per TdFk!</title>
		<link>http://www.tourdefork.net/2009/12/11/polentaparty/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[meetings]]></category>
		<category><![CDATA[photography]]></category>
		<category><![CDATA[recipies]]></category>
		<category><![CDATA[dinner]]></category>
		<category><![CDATA[food style]]></category>
		<category><![CDATA[homemade]]></category>
		<category><![CDATA[main course]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrive Fede, in un flusso di pensieri dopo la cena: &#8220;&#8230;Il passo che c&#8217;è stato tra filosofia e concretezza del cibo, cibo della tradizione, tra l&#8217;altro veramente ottimo, ti lascia un senso di arricchimento, di un ritrovato punto di contatto con l&#8217;umano, che spesso oggi si obbandona in virtù del più materiale soddisfacimento del prorpio bene&#8230;.&#8221; Una settimana fa, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-327" title="polenta" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2129.jpg" alt="polenta" width="450" height="316" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Scrive<strong> Fede</strong>, in un flusso di pensieri dopo la cena:</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-family: Arial;">&#8220;&#8230;Il passo che c&#8217;è stato tra filosofia e concretezza del cibo, cibo della tradizione,<br />
tra l&#8217;altro veramente ottimo, ti lascia un senso di <strong>arricchimento</strong>, di un ritrovato punto di contatto con l&#8217;umano,<br />
che spesso oggi si obbandona in virtù del più materiale soddisfacimento del prorpio bene&#8230;.&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Una settimana fa, </span><span style="font-family: Arial;">la seconda cena ufficile di </span><em><span style="font-family: Arial;"><strong>Tour De Fork.</strong></span></em></p>
<p><em><strong> </strong></em><span style="font-family: Arial;">Una sera a Milano, fuori freddo e pioggia, dentro al caldo <strong>nove invitati</strong></span><em><span style="font-family: Arial;"> intorno ad un tavolo, </span></em><span style="font-family: Arial;">a parlare e mangiare.</span></p>
<p>L&#8217;invito chiedeva agli sconosciuti ospiti di ricordarsi di portare la forchetta.<em><span style="font-family: Arial;"><br />
Il resto sarebbe venuto da solo.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: Arial;">Quindi?</span></strong><em><span style="font-family: Arial;"> </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-family: Arial;"><span id="more-318"></span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-323" title="tavola" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2090.jpg" alt="tavola" width="450" height="311" /><br />
</a></span></em><span style="font-family: Arial;">Impressioni improvvise che mi hanno risvegliato un senso critico e insieme entusiastico sull&#8217;esperienza dello scorso mercoledì.<br />
Ogni cosa può diventare un pretesto per <strong>mettersi a tavola</strong>, per <strong>cucinare </strong>e per stare in <strong>compagnia</strong>, è poi il <strong>modo </strong>però che permetterà la riuscita capace di una serata, il suo ricordo e la possibilità di costruirne altre nella stessa scia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-322" title="polenta" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2086.jpg" alt="polenta" width="450" height="400" /><br />
</a>Ecco allora che mercoledì il pretesto era la <strong>Polenta</strong>, tema volutamente concreto, stagionale, semplice e classico. Inutile ricominciare il dibattito sul senso di queste etichette, la voglia è stata quella di mettere in scena un rituale antico in un contesto amicale e godereccio. Anche questa, come la prima ha colto gli ospiti di sorpresa: aperitivo <strong>Torino-Milano</strong> per evocare il territorio con un sentore urbano di pendolari e nebbie per accogliere gli invitati milanesi di adozione; cartocci di strada con <strong>scagliozzi</strong>-polenta fritta fumanti per riportare ciascuno alla propria terra d&#8217;origine. Perchè se la parola Polenta trascina con sè l&#8217;immaginario norditaliano, milano e le valli, la polenta fritta è un piatto che ovunque in Italia è presente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-321" title="milano torino e scagliozzi" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2031.jpg" alt="milano torino e scagliozzi" width="450" height="338" /><br />
</a><span style="font-family: Arial;">Tour de Fork ha scelto per ora di scandire le sue serate in perfetto stile italiano: all&#8217;<strong>aperitivo </strong>che accoglie e rilassa (e permette ai curiosi di marcare il territorio e ai timidi di ambientarsi) segue il rituale della <strong>tavola apparecchiata</strong>, i posti assegnati e l&#8217;attesa delle portate. <strong>Antipasto </strong>a sorpresa per riprendere la cena scorsa e divertire i commensali: ali di pollo fritte, icona del fast food occidentali e in opposizione alla tacchinella ruspante cresciuta all&#8217;aria e alimentata sana. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><strong>La polenta poi arriva</strong>, dà il titolo alla serata, ma di fatto con discrezione si mette a far da contorno ai <strong>sughi</strong> con cui accompagnarla e ai discorsi più vari dei commensali e del vino. <strong>Polenta gialla e polenta bianca</strong>, la prima piemontese e la seconda veneta entrambe di mais e subito, trovandoci a parlare e non solo mangiare ci chiediamo senza troppe risposte come si ottiene la farina, da quali altri cereali o vegetali si ricava, se oltre all&#8217;Italia altri stati la mangiano&#8230;<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-326" title="polenta" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2128.jpg" alt="polenta" width="450" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-325" title="polenta" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2127.jpg" alt="polenta" width="450" height="300" /><br />
</a><span style="font-family: Arial;">Ecco dunque scoperto uno degli obiettivi di<strong> TdF</strong>k, il suo punto di vista privilegiato sul cibo: quello che evoca, rappresenta e racconta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><strong>Crema di aringa affumicata</strong> (la ricetta è antica, il gusto riadattato ai palati contemporanei più delicati), <strong>mascarpone e gorgonzola</strong> (il primo lombardo, il secondo piemontese),<strong> salsiccia e zafferano </strong>(accoppiata anni &#8217;80, tradizione elegante sulle tavole della borghesia urbana) e <strong>curry di verdura</strong> (spezie indiane e verdure lombarde) sono state queste le <strong>merci di scambio</strong> della tavolata, la scusa per una battuta, l&#8217;occasione per un argomento di conversazione tra sconosciuti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Il <strong>dolce </strong>sancisce il termine dalla rappresentazione, che invita al tirare le somme dopo <strong>un ultimo bicchiere</strong> (nei calici del rosso vivace, nei bicchierini del -non per caso- <strong>Braulio</strong>): torta di farina gialla e arance intere, invernale e italiana (nord e sud a braccetto). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.claudiacastaldi.com/media/2009/polenta/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-324" title="polenta party" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/MG_2122.jpg" alt="polenta party" width="450" height="300" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Conclude Fede e sono d&#8217;accordo con lui:</span><em><span style="font-family: Arial;"> </span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-family: Arial;">&#8220;&#8230;&#8230;In sostanza mi sembra una ottima idea,<br />
con grandi potenzialità di sviluppo&#8230;..<br />
quindi dateci dentro che state percorrendo un bel cammino!!!&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: Arial;">Copiateci, seguiteci e domandateci.</span></strong><em><span style="font-family: Arial;"><br />
</span></em></p>
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		<title>Je bois un Kir Royale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pyondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altro giro altro regalo. Sempre Francia, chiaramente Parigi. In una tranquilla serata invernale&#8230; Je Bois Qualcosa di facile da preparare, facile da bere. Mi viene in aiuto la mia Bianca, quella che sorniona mi svela tutti i segreti e gli angoli di Parigi. Il barista annuisce e acconsente. Cocktail classico, fatto di liquore e champagne, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-296" title="kir mix" src="http://www.tourdefork.net/wp-content/uploads/2009/12/kir-mix.jpg" alt="kir mix" width="450" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify;">Altro giro altro regalo.<br />
Sempre Francia, chiaramente Parigi.<br />
In una tranquilla serata invernale&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Je Bois</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa di facile da preparare, facile da bere.<br />
Mi viene in aiuto la mia <a href="http://www.flickr.com/photos/73167267@N00/" target="_blank">Bianca</a>, quella che <em>sorniona</em> mi svela tutti i segreti e gli angoli di Parigi.</p>
<p>Il barista annuisce e acconsente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cocktail</strong> classico, fatto di liquore e champagne, l&#8217;<strong>aperitivo</strong> a base di vino bianco in netto contrasto con il <a href="http://www.tourdefork.net/2009/11/21/picon-biere/" target="_blank">Picon Bier</a>.<br />
Se quest&#8217;ultimo è un amaro che racconta a strada e le notti al <strong><em>Rendez</em>-<em>vous des amis,</em></strong> il <strong>Kir Royale</strong> è dolce e delicato, come si addice alle ragazze che mangiano una <em>quiches sul Canal Saint Martin.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Almeno sette varianti ufficiali sulla preparazione, da bere rigorosamente in un<em> flute ghiacciato</em>. Il classico, l&#8217;originale è il <strong>Kir Royale</strong></p>
<p><em><strong>&#8230;vous avez choisi ?</strong></em></p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La leggenda vuole che l&#8217;abate <em>Kir di Digione</em> preparò e propose questo cocktail ai suoi ospiti. Inutile dire che tutti gli <strong>ingredienti</strong> erano e sono <strong>rigorosamente francesi</strong>. Prevede vino bianco e <strong>Crema di Cassis</strong> (altro non è che una varietà di ribes) ma non una qualunque: solo ed esclusivamente<strong> </strong><strong>Crema di Cassis </strong><strong>de Bourgogne, </strong>amato <em>Cassis di Dijon</em>, dove il ribes è pressato e distillato come solo loro riescono e sanno fare.<br />
A Parigi si sa, un vino bianco classico non basta, solo <strong><em>champagne</em></strong> prego.</p>
<p>Mescolato direttamente nel <strong>calice</strong>, servito <em>freddo&amp;fresco</em> gradazione minima di 15°&#8230;..  <strong><em>et voilà le jeux sont fait! </em></strong><br />
Ecco il tipico <strong>aperitivo francese</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Kir Royale</h3>
<ul>
<li>9/10<strong> Champagne</strong></li>
<li>1/10 <strong>Creme de Cassis</strong></li>
</ul>
<p>Questa è l&#8217;<strong>originale, classico</strong>.<br />
Nulla vieta di cambiare dosi e ingredienti.</p>
<p>Anzi.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Tra varianti più o meno ufficiali, personalissime<em> <strong>interpretazioni e variazioni</strong></em><strong> </strong>dettate dal caso e dalla fortuna, quelle più <em>famose e bevute</em> sono :</p>
<ul>
<li><strong>Kir Royal</strong> &#8211; con Champagne</li>
<li><strong>Kir on the Skyy</strong> &#8211; con Vodka e lime squeeze</li>
<li><strong>Kir Pétillant</strong> &#8211; con vino spumante</li>
<li><strong>Kir Imperial</strong> &#8211; con lampone e Champagne</li>
<li><strong>Kir Normand</strong> &#8211; con sidro di Normandia</li>
<li><strong>Kir Breton</strong> &#8211; con sidro bretone</li>
<li><strong>Cidre Royal</strong> &#8211; con sidro e Calvados</li>
</ul>
<p>Ahhhhhh&#8230;&#8230;&#8230;..In una tranquilla serata Parigina&#8230;.</p>
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