Archived entries for blablabla

Chez Jim Haynes

Mai andati a cena di un perfetto sconosciuto ?

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Tv Dinner a Milano


Al momento dei saluti, l’impressione era che ognuno si dirigesse nella sua stanza oppure in bagno a lavarsi i denti, che si mettesse in pigiama.
Invece gli ospiti hanno preso la porta di casa e sono usciti.

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Tv Dîner à Paris

Sembrava un gioco da ragazzi, ed invece nulla è andato come credevo.

Rinchiudetemi in un grosso SuperMercato e sarò una Donna Felice.
Si, proprio quello con i carrelli, lunghi corridoi, luce sparata al neon, scaffali pieni di scatole e barattoli, e offerte prendi 3 paghi 2.
Cos’è che che mi trascina e che mi fa tremare di gioia quando entro nel girone del consumismo?

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Ikea Food

Come sopravvivere ad un tranquillo pranzo all’ikea restaurant.

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Pane quotidiano

Se non è zuppa, è pan bagnato. C’è chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane ma non ha i denti. Non c’è cibo da re più squisito del pane. Lascia perdere, non è pane per i tuoi denti. Rendere sempre pan per focaccia, perchè nella vita bisogna dire pane al pane e vino al vino, ma essere anche come un pezzo di pane.

Devo continuare?

A volte non c’è un motivo, non è che si deve sempre spiegare tutto. Ci sono cose dirette, che si capiscono al volo.
Immediate.
Come il pane appunto

Buono come il pane? Beh, facile.
Alzi la mano a chi non piace il pane.

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Thats my Marmite

Marmite man

It’s almost midnight. Been working for roughly 10 hours straight. Still have at least three more to go before any of this work can be considered finished. It’s the usual story, you leave stuff to the last minute, things start to accumulate, you forget about it and then out of nowhere Google calendar pops up telling you that mister client wants his proposals tomorrow, nine AM sharp!

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Cavolfiore Frattale

cavolo

Curioso vedere le stesse parole che avevo in testa.
Ludwig Feuerbach scriveva nel 1862 che l’uomo è ciò che mangia. In tedesco sarebbe “der Mensch ist was er isst” che suona  in maniera ambivalente come l’uomo è ciò che è oppure l’uomo mangia ciò che mangia.

Quale occasione migliore di sfruttare le malinconiche sensazioni di Enrico per inaugurare questa preziosa rubrica Siamo Quello Che Mangiamo ?

Uno pseudo-delirio del Cavolo Frattale!
Cavolo….figura eroica del nostro novecento.
Il tutto nato più o meno seriamente durante la ben nota Cena dei Polentoni. Tra un milano-torino e un piatto di polenta, tentando di teorizzare la bellezza del frattale ci siamo incaponiti in questa discussione che è sfociata in una corrispondenza epistolare post cena.

Enrico mi scrive:

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Quel che resta il giorno

avanzi

Come si fa a capire e valutare veramente l’esito di una cena, la validità di una ricetta e la riuscita presentazione di un piatto?
Semplicissimo. Sparecchiare il giorno dopo.
Come quando si osserva una scena del crimine, una tavola da sparecchiare il giorno dopo ha molto da dire.
Niente poesia o romanticismo del cucinare, lontano dalle speranze e frenesie della preparazione, freddamente si valuta e si analizza quello che rimane con un perfetto studio scientifico.

Un po’ come il retrogusto che rimane in bocca, una tavola da sparecchiare trasuda di storie: il numero di piatti sporchi impilati o lasciati in giro, le forchette sparse e tovaglioli appallottolati, i bicchieri abbandonati e i vuoti di vino, posaceneri traboccanti, teglie e vassoi con gli avanzi mescolati o sbocconcellati.

Cosa resta allora di questa cena?

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Isabelle Rozenbaum: A pleines mains

exposition

Per caso, camminando. Come vuole la più antica delle tradizioni, girovagando per una città che ti prende per mano e ti porta dove deve. Parigi, dopo lo shopping complusivo al Mora al 13 rue Montmartre, mi trascino verso casa nella infinita rue de Poissonière in cerca di baguettes. E precisamente lì, per caso, l’incontro fortuito.
Circa a metà strada, per volontà del destino, cade l’occhio su una vetrina: inizia la storia.

A pleines mains séquences culinaires”

Addentrarsi in un mondo fatto di foto in bianco e nero, mani e cibo.
Storie.
L’ingenua voglia irrefrenabile di vedere è degnamente ripagata.
Dove sono
? Dove mi trovo?
Stupore.

Lo spazio altro non è che Espace Fraîch’Attitude, 60 rue du fbg Poissonnière, il posto che sempre andavo cercando ma ancora non lo sapevo.

Le immagini che tanto richiamano lo sguardo sono fotografie di Isabelle Rozenbaum, fotografa francese che vive e lavora a Parigi e in tutto il mondo.

Vedi alle volte il destino. E la beffardaggine del fato doveva ancora manifestarsi.

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