Metti una sera a Cena

Chi meglio di una foodstylist, scrittrice e blogger per iniziare a scoprire gli interessanti personaggi che prendono parte alle nostre Secret Dinner ?
Vi presento quindi  Roberta Deiana.


Partiamo dalla punta dell’iceberg, il suo blog.
Blogger di chiara fama, se non avete ancora avuto l’occasione di conoscerla, vi consiglio vivamente di tuffarvi in Confessions of a Food Stylist, il modo più veloce per farvi un’idea del personaggio e venire subito conquistati dal suo pungente ed ironco punto di vista sul mondo del food.

Se non fosse già abbastanza per innamorarsi di lei, c’è da dire anche che Roberta è una delle foodstylist più brave e simpatiche che girano per Milano, collabora con riviste come Gioia, Elle, Grazia… e sicuramente avrete già  apprezzato qualche suo servizio in cui vi siete imbattuti.

Una e trina dicevamo.
Infatti è anche scrittrice con all’attivo già ben tre libri e il quarto è in arrivo.
Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno è un capolavoro che custodisco gelosamente sul mio comodino.

Quindi sto aspettando con ansia Marzo, quando finalmente uscirà un nuovo libro su cucina e letteratura, per la collana de Il leone verde editore che si chiama Leggere è un gusto.
Il nuovo libro di Roberta Deiana si chiama Invito a cena con aforisma ed è una raccolta di aforismi d’autore sul cibo, organizzato però come una cena, dall’antipasto al dolce, passando pure per la carta dei condimenti.

1.     Come ami definirti?
Una pensatrice laterale.

2.     Se non facessi il tuo lavoro, che faresti?
La scenografa o la costumista. E scriverei comunque.

3.     Cosa apprezzi in un commensale e cosa invece non sopporti?
Apprezzo i commensali curiosi, mentre mi fanno un po’ fatica quelli che non mangiano questo, e questo e quell’altro mi sta pesante. Ne ho trovato pochissimi, per fortuna!

4.     Che cosa non manca mai nel tuo frigo?
Ah, beh, ci sono sempre gli alimenti base della mia alimentazione: tahini, zenzero, marmellata senza zucchero,  bottarga, verdure fresche.

5.     Quale gesto, sapore, ingrediente o profumo ti fa sentire a casa?
Da buona viaggiatrice, ho più il gusto del nuovo che della casa.
È vero però che l’odore delle braci, della carne arrosto, è un po’ la mia madeleine: mi richiama ricordi molto nitidi, l’infanzia e la mia terra d’origine.

6.     Cosa intendi per mangiare etnico?
È un’espressione che non uso: tutto il cibo è etnico, ovvero espressione di una etnia. Ragiono solo in termini di cibi che conosco o che non ho ancora provato.

7.     Quale esperienza o situazione culinaria difficilmente scorderai?
Mi ricordo una volta, durante un pranzo che prometteva malissimo, la sorpresa di un filetto alla Wellington perfettamente eseguito. Mi sono commossa.
Ma ricordo bene anche il primo sorso di Sassicaia, una vera folgorazione.

8.     Svelaci tua inconfessabile abitudine o passione proibita culinaria
Ho una imbarazzante tossicodipenza da tahini. Credo che all’occasione potrei drogarmi con il sesamo.

9.     Una destinazione turistica-gastronomica imperdibile?
Una sola? Allora scelgo New York, dove c’è tutto di tutto e puoi davvero girare il mondo in un isolato, al Village.

10. Meglio invitare o essere invitato?
Sono belle entrambe le cose: la convivialità è uno dei piaceri della vita!

11. Cosa prepari quando mangi da solo?
È difficile che non cucini, anche se sono da sola. Magari scelgo piatti più veloci, verdure, riso, soba, insalate.

12. Cosa proprio non digerisci?
In uno dei miei ultimi post ho appena confessato la mia difficoltà a considerare materia edibile il cosiddetto quinto quarto. Dire che non lo digerisco è un eufemismo, naturalmente.

13. Il tuo rimedio post sbornia?
È un pre post-sbornia:  prima di stramazzare nel luogo designato, bere tantissima acqua e mangiare un po’ di carboidrati: pane, biscotti, cracker. Di solito evita l’hangover.

photo by Marco Bressan

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