Tv Dîner à Paris

Sembrava un gioco da ragazzi, ed invece nulla è andato come credevo.
Rinchiudetemi in un grosso SuperMercato e sarò una Donna Felice.
Si, proprio quello con i carrelli, lunghi corridoi, luce sparata al neon, scaffali pieni di scatole e barattoli, e offerte prendi 3 paghi 2.
Cos’è che che mi trascina e che mi fa tremare di gioia quando entro nel girone del consumismo?

Tra quei corridoi, dentro i carrelli e tra le confezioni, è racchiusa la Storia. Meglio di un documentario socio-culturale o di una aggiornatissima guida turistica.
Tutte le peculiarità di un popolo e la storia di un paese, spiattellata in poche centinaia di metri quadri. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei!
Il supermercato è la perfetta sintesi degli ultimi 50 anni di storia di un paese, tra prodotti tipici e nuove proposte esotiche che s’insinuano. Accessibile per la maggior parte della popolazione, economico e a volte ricercato, con una varietà di proposte imbarazzante.
Niente a che vedere con la magia e l’atmosfera di un mercato di banchi e bancarelle, certo. Ma anche il più classico dei supermercati ha fascino da vendere.
Fare la spesa in generale però è troppo dispersivo per cogliere le peculiarità di un paese, soprattutto perchi come me passa delle ore a volteggiare col carrello tra i corridoi, attratta dai colori e forme, pratiche confezioni richiudibili oppure tutto diviso in pratiche vaschette.
Per catturare l’essenziale ci vuole il dramma.
Cosa è più estemporaneo e sincero del tv dinner?
Il momento in cui torni a casa e sei magari da solo, con i crampi della fame, la fretta e la libertà di sfogare i tuoi veri istinti culinari.

Il piatto subito pronto è come un concentrato di storia, perchè può rappresentare l’abitudine e l’indispensabile, banalmente normale e meravigliosamente scontato. Ghiotta occasione quindi, organizzare un tv dinner parigino, per capire veramente consa mangiano questi francesini.
Non si pensi che sia stato facile tuffarsi nel mondo dei piatti pronti francesi.
Anche se conosco a menadito ogni offerta, reparto, cassiera più veloce e il migliore tra i biscotti lu, mi son sempre fatta attirare dai colori e dalla voglia di provare ma-quello-che-cos’é. Difficile destreggiarsi tra l’offerta senza lasciarsi prendere dal puro shopping complusivo da casalinga disperata.
Per questo sono partita da interviste estemporanee a sconosciuti, interrogatori ad amici e colleghi , seguiti dai primi giri di ricognizione al supermarché sotto casa.
E qui il dramma: c’è qualcosa che non torna.
Perchè tutti mi dicono che per loro tv dinner è fatto di baguette+fromage+rouge o birra, quando poi i supermecati sono stracolmi di piatti pronti, surgelati, e monodose?
Chi sta mentendo?

Dopo una settimana sono arrivata alle prime conclusioni, anche se non troppo lineari.
Da brava stalker, ormai so tutto su monoprix, casino, picard, franprix, dailymonop….. offerte, reparti, prodotti, ora di punta, chi prende cosa e chi va dove.
L’offerta è ricca e varia, sia a livello culturale che di target, perchè Parigi è una città totalmente eterogena: conta quasi 12.000.000 abitanti… come si fa a tracciare un tv-dinner tipo ??
Ed ecco perchè abbiamo messo in atto una degustazione che toccasse le varie proposte enogastronomiche emerse durante gli interrogatori e le perlustrazioni:
1- piatti pronti surgelati: di norma troppo costosi per essere di dominio pubblico, trovano grosso riscontro tra i single intorno ai 30 anni che escono da lavoro e necessitatno di porzioni singole. I più gettonati sono: hachis parmentier e brandade de morue (che tra l’altro sono classici piatti francesi), lasagne, tarte e miniquiches. Assolutamente da prendere da picard, pronti per il microonde.
2- piatti pronti bancofrigo o boulangerie sotto casa : carotine, insalate, couscous, tabulé, salsine, hommos… tutto quello che basta aprire e spalmare o ingoiare. Costano poco e si accostano bene all’immancabile ed insostituibile baguette di riferimento. Tutto poi arricchito e condito con viangrette. Ma anche pizza (almeno quello che loro chiamano così) e torte salate in generale. E non si torna a casa senza una baguette calda appena sfornata!
3-Fromage e saussisson: ecco una cosa che non mancherà mai nel carrello e nel frigo di un francese. Il formaggio e il burro sono il minimo sindacale per la sopravvivenza, ma viene scelto con acuratezza e misticismo, praticamente un dogma. I più fortunati ed accorti non si fanno mancare il saussisson.

E così è stato.
Abbiamo sviscerato l’argomento tv-dinner, condiviso segreti culinari e perversioni gastronomiche. Ci siamo confessati ed abbiamo ascoltato: diligentemente cucinato, provato, assaggiato, verificato, abbiamo cercato di condividere il tutto con gli altri commensali a Milano, attraverso skype.
I prodotti in sé non sono per niente male, considerando tutte le varianti surgelato-precotti-conervato. Anche se il menù non poteva certo coprire tutta l’offerta parigina, ci siamo fatti un’idea su cosa mangia chi e come.
Le conclusioni sono tante, ancora alcune un po’ sibilline da approfondire, ma di certo c’è che: niente è più buono di un buon pezzo di camembert, una baguette appena sfornata ed un bicchiere di rouge.
Adesso ho capito perchè era la risposta più gettonata durante gli interrogatori.

cet post c’est fantastique!