Ricetta TV Dinner

RICOMINCIAAAAA!

Tono deciso, voce forte. Bisognava che l’indicazione arrivasse in ogni angolo della casa.

Le abitudini legate alla televisione si imparano da piccoli e restano da grandi, magari sopite. Ma indelebili.

A volte mi scopro, anche se non siedo sul divano blu della casa dei miei, pronta ad urlare che il film sta reiniziando, a richiamare l’attenzione, a riportare la gente in sala. Quasi un vezzo, così mi sento immediatamente a casa.

L’aggiunta del cibo al binomio TV-sofà arriva come rottura di un grande tabù nei primi anni dell’adolescenza, complice la mamma troppo figlia del Boom economico per provare ancora diffidenza per la scatola magica come invece i figli della guerra ancora predicavano.

Il pranzo è un momento a sé, il luogo in cui si ritrova la famiglia. Non sono ammesse distrazioni e divano e tv vengono a lungo banditi.

Oggi faccio spesso tv dinner. E’ passato il periodo in cui, per la legge del contrappasso, stavo in sala a fare ogni cosa, guardavo la TV durante ogni attività e mangiavo per forza se avevo in mano un telecomando.

Ora è diventata una modalità precisa, da sola o in compagnia, regole non scritte regolano questa nuova ritualità ricreabile in ogni luogo vicino o lontano per sentirmi immancabilmente a Casa.

Gli ingredienti della ricetta sono 3, a seconda del procedimento utilizzato e delle proporzioni tra i componenti i risultati saranno sorprendentemente diversi: tv, divano, cibo.

La priorità TV prevede un cuoco alternativo a sé stessi a cui delegare viavai con la cucina, impiattamento e tutto ciò che distoglie l’attenzione dal piccolo schermo. La riuscita generalmente prescinde dalle capacità del cuoco e sottosta piuttosto alle doti del regista o produttore.

La preferenza del divano nella preparazione del tv dinner sottende stanchezza, o meglio, spossatezza e bisogno di calore e coccole. Gli altri due ingredienti hanno quindi un ruolo legante come un sugo o una salsa di guarnizione: il televisore dovrà evitare contenuti importanti e fungere da sottofondo, il cibo dovrà essere immediatamente appagante, veloce da preparare, facile da ingoiare. Porcate, nuove invenzioni tecnico-casalinghe, esotismi più spinti, ecco il luogo adatto per provare novità. Lo scopo è puramente edonistico: serve a scaricarsi in bilico tra rilassamento e autolesionismo. Prima al supermercato lasciandosi guidare da packaging e pubblicità senza che ci si possa sentire in alcun modo in colpa e poi scomparendo nel divano.

Se infine è il cibo a definire le dosi allora la ricetta acquista il tono più personale: i miei sono piatti molto curati, tutti cucinati e non riscaldati, di facile realizzazione, ma molto estetici e ordinati. Il fine è rilassarmi durante la preparazione e godere dei gesti e dei sapori, accolta e protetta dal divano e piacevolmente stordita da luci e voci del televisore.

Allora ‘RicominciaAA’ risuona nella mia testa, il tv dinner è diventato un rituale indispensabile quanto un pranzo seduti a scandire ritmi e umori.Il pasto da momento comunitario e di condivisione abbraccia anche la dimensione più personale e individuale, un modo per ritemprarsi e riconciliarsi con se stessi e la giornata trascorsa.